“CATERINA” IL TUTOR FAMIGLIARE

SI RIVOLGE ALLE PERSONE NELLA FASCIA DI ETA’ PRESCOLARE E SCOLARE.

Il progetto, avviato nel 2008, si pone l’obiettivo di affiancare la famiglia, la scuola, i servizi nell’elaborare un progetto di vita autentico, basato sulle reali esigenze della persona e della sua famiglia, facilitando la creazione di una rete che metta in relazione fra loro tutti i soggetti coinvolti nel processo di crescita della persona con sindrome di Down.

Viene fornito un aiuto alle famiglie e ai figli, dalla nascita agli ultimi anni della scuola superiore, da parte di un tutor che segue, sia a domicilio che a scuola, il percorso di crescita dei  bambini e dei ragazzi; viene fornita una consulenza pedagogica alle scuole ed un aiuto ai genitori per individuare atteggiamenti educativi condivisi, finalizzati al conseguimento dell’autonomia.

Il progetto si avvale della consulenza di Grazia Minelli, pedagogista di Bologna, e conta sulla presenza nel nostro territorio di due tutor che attuano le linee educative concordate con la pedagogista stessa.

Nel progetto sono coinvolte famiglie, scuole, educatori, servizi, eventuali contesti del tempo libero.

ILTUTOR è una figura nuova e rappresenta un sostegno ed un importante affiancamento per le famiglie che si trovano ad affrontare la crescita di un figlio con la sindrome di Down.

Entra nella rete di relazioni che si crea attorno alla famiglia per unire i propri dati, raccolti attraverso strumenti e metodi puramente pedagogici, con gli elementi clinici e didattici di Servizi e Istituzione scolastica al fine di concordare con tutte le parti obiettivi comuni e portare avanti un progetto di vita unitario e lineare che abbia come punto di partenza un’analisi approfondita dei reali bisogni del bambino, base indispensabile per delineare e perseguire in tutti i contesti le medesime finalità.

IN PARTICOLARE I COMPITI DEL TUTOR FAMIGLIARE SONO:

  • accogliere e conoscere le famiglie
  • costruire un rapporto di fiducia con i genitori e con il bambino/ragazzo  puntando a sviluppare senso di rispetto, riconoscimento reciproco e riconoscimento dei diversi ruoli, confidenza e credibilità, senso di sicurezza, costante disponibilità e un certo grado di familiarità (nel rispetto dei ruoli);
  • condividere con la famiglia il momento di ritorno di una relazione (come la Diagnosi Funzionale o il Progetto Educativo Personalizzato); conoscere e condividere il linguaggio per definire assieme un percorso comune;
  • tradurre negli aspetti concreti della quotidianità i processi che vengono attivati nella scuola.
  • collaborare costantemente con le scuole e i Servizi (sociale, sanitario etc.), favorendo lo sviluppo di una rete efficace ed efficiente attorno al bambino/ragazzo.

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